Il pecorino di Farindola

Dall’Impero Romano a oggi, il Pecorino di Farindola racconta una storia antica di saperi contadini, tramandati di generazione in generazione tra i pascoli del Gran Sasso.

Le prime notizie sul Pecorino di Farindola si rinvengono già in alcuni scritti pervenuti sino a noi dall’epoca imperiale romana: il “formaggio dei vestini” è già citato da Plinio il Vecchio e, in maniera ancora più dettagliata dall’autore Marziale che, nella sua opera “De Agricoltura”, fornisce una esauriente descrizione del modo di produzione e delle zone di origine, identificate nella parte sud-orientale del Gran Sasso.

Già da quell’epoca si lodava la bontà di questo formaggio. I metodi di produzione sono rimasti sostanzialmente immutati sino ad oggi

La famiglia contadina possiede un numero di pecore variabile di cui si occupa l’uomo di casa coadiuvato da personale aziendale per ciò che riguarda il pascolo, il foraggio, la tosatura e la mungitura. Alle donne competono invece le fasi della caseificazione e della stagionatura, motivo per cui questo particolare formaggio è anche denominato “il formaggio delle donne”.

La caratteristica di questo Pecorino è data dall’essere ottenuto con latte “crudo”: il latte, cioè, non viene fatto bollire come accade per la stragrande maggioranza dei formaggi.

preparazione del latte e aggiunta del caglio
formatura e pressatura dei canesti
stufatura e salatura manuale
stagionatura delle forme

Dalla mungitura al taglio finale, ogni forma di Pecorino di Farindola è il frutto di un sapere antico, custodito con orgoglio tra le montagne d’Abruzzo.

Dalla nostra azienda alla tua tavola

Scegli tra la versione semistagionata, dal gusto più delicato, e quella stagionata, dal sapore intenso e deciso. Ogni forma racconta la storia di un territorio unico e di una lavorazione artigianale tramandata nel tempo.